Giov 15/07/2010
luglio 15th, 2010RADIOHEAD Monography

KINGS OF LEON california waiting
GLORIA CYCLES no zeros
BRAZILIAN GIRLS pussy
THE FUTUREHEADS decent days and night
EMPIRE OF THE SUN walking on a dream
THE B-52’s private idaho
MICHAEL JACKSON billie jean
TEMPER TRAP fader
FEEDER buck rogers
ARCHIVE kings of speed
UNKLE with you in my head
THE CLASH lost in the supermarket
VAMPIRE WEEKEND jonathan low
FUGAZI waiting room
MOBY porcelaine
BLUR there’s no other way
BUZZCOCKS ever fallen in love
THE EASYBEATS i’ll make you happy
MGMT kids
PLANET FUNK it’s your time
ROYKSOPP what else is there
RADIOHEAD idioteque
BUD SPENCER BLUES EXPLOSION mi sento come se…
LA ROUX bullet proof
SUPERGRASS richard the 3rd
BETH ORTON daybreaker
THE RAPTURE first gear
INTERPOL slow hands
MY FEDERATION nothing to say
BLACK REBEL MOTORCYCLE CLUB spread your love
KID GALAHAD horse
THE TING TINGS great deejay
THE HIVES main offender
ELETTROFANTI eleanor rigby
TRACEY THORN oh, the divorces
I parigini Gotan Project stanno girando l’Europa per la promozione del nuovo album di inediti, “Tango 3.0″ che,
nonostante sia un lavoro influenzato occasionalmente da blues e rock -a quanto dicono loro-, deve sempre la propria ispirazione di fondo alla musica che si balla ancora nelle milongas di Buenos Aires: il tango delle orchestre degli anni’30 e ‘40. Naturalmente con ampio condimento di elettronica e il gusto chill-out che li ha
resi così unici e popolari nel mondo.
Lo spettacolo si apre con un piano solo di gran classe, al quale si aggiungono subito bandoneón, violino e
chitarra acustica, fondendosi in uno strumentale presto coinvolgente fino all’arrivo, acclamatissimo, di Cristina Villalonga, intensa ed elegante voce contralto.
Il tipico sound di marchio Gotan irrompe non appena fanno la loro comparsa sul palco i due gangster dell’elettronica: vestiti anni ‘30 e visi in ombra, pilotano le tastiere, le drum machine, il basso sintetizzato ed un joystick -tutto somigliante a quelli della consolle Wii- che comanda filtri di frequenza sui loop di batteria.
In certi momenti ci si potrebbe proprio aspettare il tanguero che, con sguardo triste, entri in scena ed esegua passi di vita e di passione! Il pubblico in sala -che una volta tanto ha un’età media abbastanza alta- è energico e goduto, ed i video che accompagnano la performance sul fondale sono sensuali e raffinati, come lo è tutto lo spettacolo.
Momento di entusiasmo generale su “Diferente”, purtroppo subito gelato dal pezzo più difficile dell’ultimo album, figlio di un arrangiamento (azzardato) nell’accostamento con la chitarra distorta.
I due atti del concerto scivolano via leggeri e veloci, con momenti di poesia negli assoli di bandoneón e piano e, nonostante la malinconia sia fluita implacabile attraverso le note di questo bel concerto, gli applausi scroscianti e intensi costringono i Gotan a prodursi in un bis -dal titolo “Emigrante”-, dedicato a tutti quelli che nei decenni passati dall’Italia sono partiti per l’America Latina in cerca di fortuna. …o semplicemente di una vita più a misura d’uomo.
FRANZ FERDINAND ulysses
ARCTIC MONKEYS fake tales of san francisco
THE STROKES is this it
GREEN DAY american idiot
COLDPLAY a rush of blood to the head
THE WHITE STRIPES seven nation army
MGMT time to pretend
RADIOHEAD karma police
OASIS don’t go away
AC/DC black ice
GOSSIP vertical rythm
EDITORS munich
INTERPOL the heinrich maneuver
FOO FIGHTERS let it die
ALICE IN CHAINS your decision
KYUSS demon cleaner
QUEENS OF THE STONE AGE no one knows
LED ZEPPELIN whole lotta love
NIRVANA serve the servants
THEM CROOKED VULTURES elephants
MEGA PUNTATA dedicata al mercato INDIPENDENTE ITALIANO.Con INTERVISTE IN DIRETTA a:
PIERLUIGI COLANTONI
Dalle 19:30 alle 21:00 – MUSICA 100% – NO COMMERCIALS
Se vuoi scrivere agli artisti, utilizza la nostra email: borderline.radiogas@hotmail.com
25 aprile al Teatro Studio di Scandicci: l’arte e la memoria.
di Ax Pellegrini
E’ vero: la guerra, la fame, la lotta e la ripresa, la morte e le speranze repubblicane sono tutti argomenti scolastici ormai così lontani che sono rimasti in pochi ad averli vissuti in prima persona. Le giornate della memoria e le sozzure dei genocidi di quel periodo storico, oggi sono oggetto di interesse solo per gite di anziani che ancora hanno un legame diretto, e non mi venite a raccontare che ai ragazzi oggi importi qualcosa di tutte quelle foto in bianco e nero, di quelle corone d’alloro all’Altare della Patria. Sono nozioni da libri di storia, come le guerre puniche, come l’uomo di Neanderthal!
Ma il fatto che nessuno sia più molto interessato non è un buon motivo per lasciare che queste cose vadano dimenticate, bisogna pur provarci! Ed è proprio quello che “Io (R)Esisto” si è proposto di fare al Teatro Studio di Scandicci (FI) il 25 aprile: provare ad avvicinare anche i ragazzi più giovani a quella verità lontana cercando un linguaggio accessibile: la musica!
E così il palco prende vita, con 3 gruppi di artisti molto lontani fra loro ma comunque molto interessanti.
Aprono le danze le Her, giovanissima band al femminile già sotto contratto discografico, piena di entusiasmo ed energia, che propone i brani del primo album “E’ tutto così”, da poco uscito per Materiali Sonori: canzoni in italiano vestite di power pop.
Segue la vera rivelazione della serata, il cantautore romano Pierluigi Colantoni che propone uno spettacolo cantato e recitato, raccontato in musica con ironia tagliente, sincerità, disperazione e divertimento. Pierluigi mette in scena “Soluzioni co-abitative“, concept riassunto della vita di un uomo, un uomo “medio” che è risucchiato dai ritmi di una vita di traffico, relazioni sentimentali, casa, mercatoni dell’arredamento, matrimonio e così via. Attraverso gli occhi di questo personaggio lo spettatore vede passare una serie di episodi nei quali un po’ tutti si sono trovati o si troveranno, e passano le canzoni e passano gli anni e cambia anche la sensibilità del protagonista e della musica: dapprima allegra e sciolta, attraverso un jazz via via più raffinato e consapevole, giunge al tramonto della vita in un solo di chitarra e voce sommessa molto intimo.
Lo affiancano musicisti di alto livello: Matteo Locasciulli al contrabbasso, Kiung Mee Lee al violoncello e Sante Rutigliano alla chitarra e al mandolino, che trovano una inaspettata dimensione acustica veramente comunicativa in occasione di questa esibizione al Teatro Studio.
Chiude la serata una artista giovane ma dal talento già abbondantemente riconosciuto da critica e pubblico: Beatrice Antolini, che viene al Teatro Studio in una pausa dalle sessioni di registrazione del suo nuovo lavoro in studio. Creatività esuberante e momenti emozionali che si susseguono con frenesia, Beatrice è sicuramente una ragazza dalla forte personalità che traspare senza sforzo nell’espressività gestuale e vocale, e nell’assoluta determinazione artistica con la quale trascina perfino i propri musicisti. Nonostante questi pregi, l’esibizione è un po’ difficile, volutamente ricercata nelle melodie sfuggenti e non aiutate dai testi in inglese. Accompagnano lo spettacolo le proiezioni video curate da Graziano Staino.
In sintesi, 150 minuti di spettacolo intensi, godibili e ben assortiti dal direttore artistico Edoardo Semmola.
Sulla rete:
axpellegrini.com
borderline.cencios.net
radiogas.it
myspace.com/beatriceantolini
myspace.com/pierluigicolantoni
myspace.com/bandher
di Ax Pellegrini – recensione del concerto al Viper di Firenze – aprile 2010
Secondo tour nei club per la stagione invernale 2009/2010, programmato per acclamazione e con un successo di pubblico crescente. Con la mancanza di Giulio Favero che ha lasciato il palco per dedicarsi ad altri progetti e all’attività di produttore (che prevede tra l’altro la scrittura di un nuovo album de Il Teatro degli Orrori pensato per una rappresentazione prettamente teatrale); lo sostituiscono un nuovo bassista e un chitarrista provvisto di violino e tastiera per l’esecuzione soprattutto di Direzioni diverse, qui proposta in versione pre-disco e quindi pre-Bloody Beetroots.
“Questa canzone parla del fallimento della mia generazione. Io ho 42 anni e mai mi sarei immaginato che la comunità in cui viviamo – il popolo italiano – sarebbe diventata così egoista, ignorante e brutta.”
Sono le parole con cui Pier Paolo introduce E’ colpa mia, ma è un concetto di cui è pregno tutto il concerto: amarezza, delusione, rabbia. Gran parte della scaletta è dedicata naturalmente ai pezzi di A sangue freddo, e quindi vengono sviscerati anche tutti i grandi temi intimi e quotidiani di ognuno di noi, l’amore triste di Direzioni diverse, la denuncia contro il sistema sociale e la violenza poliziesca di Alt, il Padre Nostro riscritto in versione cinica e disillusa.
Grande impatto sonoro, per fortuna stavolta anche ottima acustica e leggibilità della voce, precisione tecnica di tutti notevole nonostante il grande boato proveniente dagli amplificatori; esibizione interessante, intelligente ed energica, costellata da momenti di silenzio e immobilità che, come dice Pier Paolo, “compresi o no, hanno un valore narrativo. Forse c’è qualcuno che non capisce, ma non si puo’ lasciare che le cose vadano così, bisogna almeno provarci“. Pier Paolo assume questo ruolo di trascinatore di masse, di educatore, e i ragazzi in sala ascoltano (che è già un risultato…) e magari riflettono. “Stasera qui abbiamo fatto rock, musica popolare. Ma abbiamo fatto anche un po’ di cultura, che è un’aspirazione che manca soprattutto nei giovani di questo Paese. Voi cosa ne pensate?”
Imperdibile l’intervista concessa il 3 novembre 2009 da Pier Paolo alla trasmissione BorderLine, per RadioGas, ascoltabile in PODCAST su radiogas.it, in cui ci ha raccontato come è stato preparato il tour, come si pongono Il Teatro degli Orrori nel mercato della musica indipendente italiana, e come si è evoluto il progetto da One Dimensional Man a Il Teatro degli Orrori con la scelta di cantare in italiano.
BAND OF HORSES islands on the coast
COLDPALY viva la vida
PLACEBO every you every me
PEARL JAM life wasted
FEEDER just a day
ARCHIVE kings of speed
BECK e-pro
A PERFECT CIRCLE weak and powerless
FIONA APPLE never is a promise
THOM YORKE the eraser
BJORK joga
EDITORS papillon
TEATRO DEGLI ORRORI direzioni diverse
NINE INCH NAILS dead souls (joy division)
SMASHING PUMPKINS zero
DEPECHE MODE enjoy the silence (shinoda rmx)
FRANZ FERDINAND love and destroy
GOSSIP pop goes the world
EMPIRE OF THE SUN standing on the shore
BLIND MELON soul one
ELETTROFANTI respiri